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067 Una vera figura di "Ama" nel 1971 1971年、本当の海女の姿

チャオ!日本の離島、答志島から五十嵐ちひろです。今回はイタリア語でブログを書きましたが、日本語でも読めるので、画面下部のポップアップから言語を選択してくださいね。

Ciao, mi chiamo Cihiro Igarasci. Abito in un’isola in Giappone che si chiama Toushijima. Nel 1971 quasi 50 anni fa, dei giornalisti che lavoravano per la famosissima rivista VOGUE sono venuti sull’isola a incontrare le Ama: pescatrici subacquee. Ma questo articolo di solo 200 parole contiene parecchie inesattezze.

Una foto che è stata fatta nel 1971 in Toushijima 71年に答志島で撮影された写真
5 Ama di Toushijima e 2 modelle in costumi inediti

Il nostro viaggio in Giappone finisce con un tuffo in mare. Andiamo a pescare il frutto della pazienza, della poesia e dell’ingegnosità dei giapponesi: una perla coltivata. È stato il biologo Mikimoto alla fine del secolo scorso a scoprire il sistema di questa coltura. Nel manto dell’ostrica che ha raggiunto l’età di tre anni viene inserita una minuscola particella di conchiglia. L’ostrica viene immersa di nuovo in mare dentro una gabbia di rete metallica sospesa a dei galleggianti, e dopo un certo numero di anni vi si forma la perla. Ci troviamo sull’isola di Toshi, nella baia di Ise, dove la temperatura del mare, il plancton e le maree sono particolarmente favorevoli alla crescita delle ostriche: quasi l’intera produzione di perle coltivate del Giappone e di tutto il mondo proviene da questa baia. Ecco le pescatrici : allenate fin da bambine a rimanere a lungo sott’acqua, si tuffano tutto l’anno ogni quaranta minuti per raccogliere le ostriche dentro un mastello e portarle a riva. I loro abiti bianchi servono a proteggerle dal freddo e sopratutto a far fuggire i pescecani, spaventati dal colore. 


Prima di tutto, a Toushijima(isola di Toshi) non c’è mai stata coltivazione di perle. Le Ama di quest’isola raccolgono o raccolgevano le orecchie marine, le ostriche(da mangiare), i ricci di mare, le trottole di mare, i cetrioli di mare e alghe. Sono sicura che le Ama che sono state intervistate lo abbiano raccontato. 

La copertina anteriore di VOGUE Italia nel 1971 71年に発売されたVOGUEイタリアの表紙
30 pagine dedicate al Giappone

Nell’articolo c’è scritto che i loro abiti proteggevano bene dal freddo, invece i loro abiti erano in cotone espressamente perché non proteggevano dal freddo. Temendo infatti che riuscissero a stare dentro al mare per lungo tempo e pescassero troppo, anche se già esistevano, introdussero le mute in ritardo in questa zona( la baia di Ise).

 

Inoltre non andavano a pescare tutto l’anno. Andavano solo in estate, massimo fino all’inizio dell’autunno. In inverno alcune di loro raccoglievano delle alghe ma erano una piccola percentuale tra tutte.

 

È vero che l’acqua della baia di Ise è ricca di plancton, ma questo tratto di mare si addatta piuttosto alla pesca costiera.

 

Le Ama una volta lavorava per la coltivazione di perle. Loro raccoglievano le ostriche che venivano usate per la fabbricazione di perle, o le immergevano nuovamente dopo che al loro interno era stato inserito il corpo esterno che induce il processo di formazione della perla stessa. Il loro compito non era quello di pescare le perle.

La tabella del produzione delle perle coltivate 養殖真珠生産量の表

A proposito delle perle, guardate la tabella. Toushijima e le zone che si occupavano della coltivazione delle perle che si trovano nella baia di Ise appartengono alla provincia di Mie. A quel tempo, cioè nel 1970, la produzione delle perle coltivate di Mie era molto più sviluppata delle altre provincie principali. Ma rispetto alla produzione di tutto il paese, Mie occupava solo il 33% del totale. Quindi ora sappiamo che quello che diceva nel sopracitato articolo di VOGUE e cioè che “quasi l’intera produzione di perle coltivate del Giappone e di tutto il mondo proviene da questa baia.” era una grande esagerazione.

 

Oggi ancora esiste questa figura di donna affascinante “Ama” e nella baia di Ise, sono 660 le Ama che lavorano. In estate, la stagione delle Ama, vi farò conoscere le vere Ama di oggi.

※La data della tabella è stata presa da Ehime prefectural lifelong leaning center.